Vangelo di oggi

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Pubblicato Martedì, 16 Aprile 2013 09:26
Scritto da Super User
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16 novembre -  Lc 18,35-43

35 Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. 36 Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. 37 Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». 38 Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». 39 Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 40 Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: 41 «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». 42 E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». 43 Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

35 Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare.

Gesù si sta avvicinando a Gerico, città situata a pochi chilometri dal fiume Giordano e dal Mar Morto, luogo di residenza invernale di Erode il Grande, che vi fece costruire edifici di stile ellenistico. Qui avviene l’ultimo dei miracoli del viaggio verso Gerusalemme

36 Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. 37 Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».

Il cieco si accorge, dal rumore della folla, che sta accadendo qualcosa di eccezionale e si informa. Nella logica narrativa, Luca fa rispondere alla folla che informa il cieco: passa Gesù il Nazareno!

38 Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Il grido del cieco è l’implorazione di chi è emarginato dalla società e si rivolge con tutto il suo essere verso Gesù; è un modello di preghiera entrato a far parte della liturgia cristiana. Rimane interessante il titolo “figlio di Davide”, col quale Gesù è invocato. Può avere una valenza politica oppure anche taumaturgica, secondo una credenza popolare.

39 Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Sembra che Luca, parlando di quelli che camminavano avanti, voglia indicare qualcuno che faceva la funzione di araldo che precede il passaggio del Signore. Costoro volevano far tacere il cieco, ma lui grida ancora più forte. Questo sottolinea la fede dell’uomo, la sua totale fiducia nel potere di Gesù. Il cieco diventa così per tutti i credenti, un’esortazione alla preghiera perseverante nella certezza di essere esauditi.

40 Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò:

Gesù comanda: è il suo atteggiamento caratteristico di fronte al male che domina l’uomo. Gesù, il Signore, comanda; è il suo atteggiamento caratteristico di fronte al male che domina l’uomo. Non c’è la vivacità narrativa di Marco, il dialogo con la folla e il cieco che balza in piedi gettando il mantello. In questo Luca è più coerente, si tratta sempre di un cieco.

41 «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!».

Il breve dialogo tra il taumaurgo e il malato fa parte della struttura dei racconti di miracolo. La domanda di Gesù appare superflua: è evidente che il cieco vuole vedere! La funzione della domanda non è quella di informare, ma di mettere in risalto la fede dell’uomo.

42 E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».

Luca pone l’accento sulla fede del cieco. La folla che possiede la vista chiama Gesù il Nazoreo e vuole fare tacere il cieco. Costui invece, che non vede, riconosce in Gesù il “figlio di Davide” e manifesta la sua totale fiducia. Guarigione del corpo e salute spirituale sono legate nell’opera del Cristo; l’una diventa segno dell’altra, e testimonia che l’uomo intero è beneficiario della salvezza.

43 Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

L’istantaneità della guarigione viene sottolineata. L’evangelista conserva il tema della sequela, ma non sembra dargli l’importanza che ha in Marco. Preferisce portare lo sguardo sull’opera di Dio in una preghiera di ringraziamento e di lode, ripresa in coro dal popolo.

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