Vangelo di oggi

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Pubblicato Martedì, 16 Aprile 2013 09:26
Scritto da Super User
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30 novembre - Sant'Andrea apostolo 

Mt 4,18-22 

18 Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19 E disse loro: "Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini". 20 Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 21 Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. 22 Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

18 Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.

Il mare di Galilea si trova chiamato così sia in Matteo che in Marco. Anzi spesso loro lo chiamano “mare” in senso assoluto. Luca, invece, viaggiatore internazionale lungo le rotte del Mediterraneo lo chiama molto più realisticamente “lago di Genezaret”. Questo riflette la prospettiva piuttosto provinciale e palestinese di Marco e Matteo. Per loro quel lago è un vero e proprio mare, con tutte le implicazioni teologiche del caso. Di fatto si tratta di un lago a forma di arpa che ha una larghezza massima di 13 km e un perimetro di 51 km. La sua superficie è di 165 kmq. Per grandezza si situa dunque tra i nostri laghi Maggiore (212,2 kmq) e di Como (145,9 kmq). Passeggiando lungo il mare Gesù si imbatte in due fratelli che sembra incontrare per la prima volta. Pietro ha un nome ebraico, Andrea greco. E’ questo un sintomo dell’integrazione culturale tra ebraismo ed ellenismo diffusa nella Palestina dei I secolo, soprattutto in Galilea. Erano pescatori: il giudizio degli antagonisti di Pietro e Giovanni in At 4,13 («considerando che erano senza istruzione e popolani») non va preso troppo alla lettera. La pesca era un’importante attività economica sul mare di Galilea e i primi discepoli erano proprietari delle attrezzature. Inoltre non c’è nessun motivo per supporre che non fossero istruiti.

19 E disse loro: "Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini".

Gesù chiama Pietro e Andrea “dietro a sé” (opiso mou). E’ la situazione tipica del discepolato (cf. 2Re 6,19). L’espressione “pescatori di uomini” deve essere un’invenzione di Gesù. E’ simile a Ger 16,16: “Ecco io mando molti pescatori, dice il Signore, che li pescheranno”, ma in quel caso il contesto era di giudizio, pescare significava “catturare, mettere in prigionia”. Pescare nel senso di conquistare al regno di Dio è un’altra cosa.

20 Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Pietro e Andrea lo seguono subito. Questo fa risaltare la capacità di attrattiva e di persuasione di Gesù.

21 Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò.

Anche Giacomo e Giovanni vengono chiamati, anche questo verbo è un termine tecnico della sequela di Gesù. Questi quattro discepoli sono coloro che saranno più vicini a Gesù e saranno testimoni privilegiati di alcuni momenti significativi della sua esistenza (la risurrezione della figlia di Giairo, la trasfigurazione, la preghiera del Getsemani).

22 Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Anche Giacomo e Giovanni lo seguono senza dire una parola. Il racconto è di una stringatezza estrema e con queste rapide pennellate dà l’impressione di accelerazione che l’irruzione del regno imprime alla storia degli uomini.

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