Vangelo di oggi

4 agosto

Mt 15,1-2, 10-14

1 In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: 2«Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». 10 Poi, riunita la folla, disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! 11 Non ciò che entra nella bocca rende impuro l'uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l'uomo!». 12 Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». 13 Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. 14 Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».  

 1 In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero:

Gesù si trova in Galilea, a Genezaret e lo raggiungono le autorità religiose venute appositamente da Gerusalemme. Una delegazione di farisei e scribi osserva che i suoi discepoli trascuravano le abluzioni prescritte dalla tradizione.

 2«Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!».

I discepoli di Gesù trasgrediscono la tradizione degli antichi, cioè il corpo di leggi, usi e costumi che integrano o scaturiscono dalla Torah. Il non lavarsi le mani non era una questione di igiene personale, ma piuttosto di una purificazione rituale per eliminare eventuali impurità contratte dal contatto con cose immonde. In verità tali prescrizioni erano richieste soltanto ai sacerdoti per il servizio liturgico (Es 30,17-21). Venivano però osservate spesso anche dalla gente comune e in particolare dai farisei.

 10 Poi, riunita la folla, disse loro: «Ascoltate e comprendete bene!

All’inizio di questo brano non si parlava di folla, ma la sua presenza era presupposta per assistere alla disputa. La folla ora diventa il pubblico a cui è indirizzata la dichiarazione generale del versetto che segue.

 11 Non ciò che entra nella bocca rende impuro l'uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l'uomo!».

Questa affermazione è basata sulla distinzione tra impurità rituale e impurità morale, e stabilisce la priorità della sfera morale sulla sfera rituale.

 12 Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?».

Mentre Marco utilizza questo episodio per dichiarare puri tutti gli alimenti, Matteo, che scrive a una comunità proveniente dal giudaismo, sembra avere qualche riserva in merito. La questione degli alimenti puri e impuri avrà molto peso nelle prime comunità cristiane. Matteo quindi glissa spostando l’attenzione sullo scandalo dei farisei.

 13 Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata.

L’assimilazione della comunità dei giusti a una pianta deriva da Is 60,21. Diversi gruppi si definivano una pianta piantata dal Signore, anche gli stessi farisei. Ma Gesù profetizza la loro rovina, poiché non obbediscono sinceramente alla Legge data dal Padre celeste.

 14 Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».

La tolleranza di cui Gesù parlava soprattutto nella parabola della zizzania viene qui applicata ai farisei. L’immagine della pianta è consona alle parabole del seme del capitolo 13 di Matteo. Si trattava di incoraggiamenti rivolti alla comunità cristiana che a poco a poco affermava la propria identità e autonomia nei confronti degli altri gruppi giudaici.

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