Vangelo di oggi

21 gennaio  - Mc 2,23-28

23 Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. 24 I farisei gli dicevano: "Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?". 25 Ed egli rispose loro: "Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? 26 Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell'offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!". 27 E diceva loro: "Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato! 28 Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato".

 23 Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.

La situazione di partenza viene abbozzata con tratti concisi. Si presenta come un caso, in cui si può porre la controversia.

 24 I farisei gli dicevano: "Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?".

Stupisce il fatto che di mezzo al grano saltino fuori i farisei: ovviamente qui importa il messaggio e non tanto la semplice cronaca degli eventi narrati. L’attenzione infatti viene subito posta sul sabato e la legge del riposo ad esso legata. Il precetto si trovava addirittura nel decalogo (Es 20,8-11) e prescriveva appunto che in giorno di sabato non bisognava compiere alcuna attività lavorativa, poiché giorno dedicato al Signore all’ascolto della sua Parola. I discepoli di Gesù cogliendo qualche spiga di grano avevano infranto la legge del sabato. Evidentemente avevano colto le spighe perché avevano fame. Questo lo si capisce dalla risposta di Gesù nel versetto che segue.

 25 Ed egli rispose loro: "Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? 26 Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell'offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!".

Come accade spesso Gesù risponde alle domande con una contro-domanda. Egli ricorre a un’interpretazione della storia di David. In 1Sam 21,1-10 David si presentata da solo al sacerdote Abimelech (Marco cita Abiatar, suo figlio, forse perché più famoso e più direttamente legato a Davide) a Nob e gli chiede cinque pani. Poiché costui non ha sottomano pani comuni, ma soltanto i pani dell’offerta, gli dà questi. Secondo Lv 24,5-9 i pani dell’offerta venivano posti di settimana in settimana davanti al Santo dei Santi e poi venivano consumati dai sacerdoti in un luogo sacro. Secondo il racconto di Marco, Davide stesso entrò nel santuario e prese i pani sacri di sua iniziativa. Gesù porta l’esempio di Davide che in un momento di bisogno viola un precetto della legge di Israele, per far capire che in caso di necessità è giusto violare la legge del sabato.

 27 E diceva loro: "Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!

Gesù aggiunge un detto che dona al sabato un nuovo orientamento. Poiché il sabato è un dono del creatore rimane valido, però l’uomo non può diventare schiavo del sabato. Per Gesù la meta suprema dell’uomo è il comandamento dell’amore.

 28 Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato".

Il detto termina con questa affermazione davvero audace. Gesù dichiara se stesso padrone del sabato. E’ un’affermazione di portata universale ed esprime il modo in cui la comunità cristiana si regola nei confronti del sabato. Gesù Cristo risorto è la nuova legge. In base alle esigenze di questa legge ci si regola per tutte le questioni riguardanti la vita umana, anche il riposo e il tempo dedicato al Signore. Ancora una volta Gesù si attribuisce una caratteristica riservata solo a Dio.

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