Vangelo di oggi

11 gennaio - Mc 1,14-20

 14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15 e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». 16 Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 17 Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». 18 E subito lasciarono le reti e lo seguirono.19 Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. 20 E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 

 Dopo l’esperienza del deserto Gesù è pronto ad iniziare la sua missione e a predicare il vangelo di Dio che verrà continuata dalla prima comunità cristiana; possiamo cogliere in sottofondo un riferimento al testo di Is 52,7 che parla del messaggero di pace che annuncia la buona novella. Ma con una precisazione: in Gesù abbiamo qualcosa di più, in quanto la sua persona e la sua opera hanno un rapporto molto stretto con il regno di Dio. L’evangelista si premura di sottolineare che Giovanni è uscito di scena prima di parlare dell’attività di Gesù che viene situata in Galilea , luogo geografico ma soprattutto teologico in Marco. L’uso del verbo consegnare serve però a creare un legame tra Gesù e il suo precursore, che hanno in comune l’attività di predicare e il destino di morte. Mentre al v. 1 si parlava di vangelo di Gesù Cristo, qui il vangelo predicato da Gesù in persona è detto di Dio e ciò costituisce un interessante collegamento tra il vangelo stesso e la persona di Gesù.

 15 e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Il contenuto sintetico del versetto precedente è in certo modo spiegato ora dove due dittici ne esplicitano il contenuto: il tempo (kairos) è giunto al suo termine alla pienezza, ossia è giunto il momento fissato da Dio per l’avvento della sua signoria, infatti essa, il regno (basileia) è vicino. Gli studiosi discutono se questa affermazione sia da intendere in senso escatologico: è iniziato il tempo in cui si instaura il regno che avrà la sua compiuta realizzazione alla fine dei tempi; oppure in senso attuale: siamo già nel tempo ultimo. Parrebbe che le due cose siano entrambe vere: con la presenza di Gesù si rende effettivamente presente il regno di Dio, anche se esso attende ancora la sua pienezza: il già e non ancora che anche la liturgia ci fa sperimentare ogni giorno nella Chiesa. Alla Chiesa spetta il compito di tener viva la consapevolezza della presenza del regno di Dio e insieme la sua attesa. Infatti Marco non usa il termine kronos per parlare di questo tempo, ma appunto kairos, il tempo propizio, della salvezza; nello stesso tempo non si può affermare che il tempo della Chiesa, della comunità che crede in Gesù, sia equivalente al regno di Dio o si identifichi con esso. Il riferimento a Is 52,7 e 61,6 è importante per comprendere lo sfondo biblico di questo annuncio del regno e il ruolo di Gesù. Come la pienezza del tempo sta al regno di Dio, così la conversione sta al credere. L’invito alla conversione sarà ripreso, nel testo di Marco, anche dei dodici (6,12) e il termine scelto metanoia ha un riferimento profetico e indica non un semplice cambio di opinione, ma un mutamento radicale de lla vita, imposto dalla presenza del regno di Dio, e la richiesta più impegnativa è quella della fede. Credere al vangelo è un tema proprio del vangelo di Marco che si traduce in un rapporto personale e di fiducia del credente con Gesù.

 16 Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.

 Dopo il sommario l’evangelista sembra voler esplicitare l’attività di Gesù e cosa significa convertirsi e credere e lo fa presentando una giornata tipo contrassegnata da diverse attività: chiamata dei discepoli, esorcismi e guarigioni, preghiera e predicazione itinerante. Gesù è al centro dell’azione (è lui che prende l’iniziativa) e chiama i primi quattro discepoli in una situazione quotidiana (mentre lavorano). Il testo richiama lo schema di vocazione dell’AT (per esempio la chiamata di Eliseo 1Re 19) anche se vi sono delle differenze. La chiamata può essere collegata alla missione che Gesù darà ai Dodici in Mc 6,7, inviati in coppia; Simone la riceverà una seconda volta (8,33) dopo un episodio critico; è comunque Simone il primo discepolo nominato da Marco che lo cita nuovamente al termine del vangelo (16,7).

 17 Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». 

 Gesù passa, vede e chiama con un comando: vediamo il modo tipico dell’evangelista di raccontare attraverso la descrizione del comportamento umano. Pescatori di uomini è un’espressione quasi sicuramente di Gesù e riflette la prassi missionaria della prima comunità cristiana: i chiamati sono destinati all’attività di reclutare altri uomini e donne. La definizione dei credenti come pesci entrerà nel linguaggio della comunità cristiana delle origini (vedi Lc 5,6 e Gv 21,6).

 18 E subito lasciarono le reti e lo seguirono.

 Appare sorprendente questo modo di procedere, molto probabilmente la conoscenza di Gesù fu graduale, ma ciò non toglie che la sequela di lui ha caratteristiche specifiche. A differenza dei rabbini è Gesù che chiama con autorità e i discepoli imparano a conoscere lui e la sua dottrina (8,34). Del resto la citazione dei nomi propri, del luogo e del lavoro fanno pensare ad un evento reale anche se il racconto è schematizzato.

 19 Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. 

 La seconda coppia di fratelli si affianca alla precedente in una frase ben costruita che evidenzia come il testo abbia una sua armonia e se pur precedente alla composizione di Marco, sia stato sin dall’inizio un tutto. L’evangelista sembra aver introdotto il luogo e il tempo, dandoci una specie di modello ideale della chiamata.

 20 E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 La citazione dell’abbandono del padre, pur mitigata dalla presenza di persone che lavorano con lui, sottolinea la radicalità della scelta dei due discepoli. Lo schema della chiamata si ripeterà più avanti con con Levi (2,14). Ricordiamo anche che i due discepoli, con Pietro, avranno lungo tutto il Vangelo un ruolo di testimoni molto importante (saranno presenti alla Trasfigurazione, 9,2ss, alla resurrezione della figlia di Giairo, 5,37, e alla preghiera di Gesù nel Getsemani 14,33).

 

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