Vangelo di oggi

18 ottobre - Lc 10,1-9

1 Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". 6 Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio".

1 Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

I fatti a cui Luca si allaccia sono gli insegnamenti riguardanti la sequela di Gesù su cui abbiamo meditato domenica scorsa. Gesù come un re di questa terra manda avanti a sé degli araldi per annunciare il suo Regno. Il numero di questi discepoli in alcuni manoscritti è 72, in altri 70. Si tratta di un numero evocativo. In Genesi 10 sono 70 (72 nella Bibbia in greco) i discendenti di Noè, cioè coloro che ripopolarono la terra dopo il diluvio universale. Il numero 70 ricorre ancora in Nm 11,24-30, quando il Signore effonde il suo spirito profetico su 70 anziani scelti da Mosé. Tale spirito però discende anche su due che sono rimasti nell’accampamento, quindi sono 72. C’è una missione a cui il Signore incarica altri discepoli che non sono gli Apostoli e che rimane valida grazie all’opera dello Spirito. Interessante notare che i discepoli vanno a due a due. Questo permetteva meglio di difendersi e di aiutarsi nel momento del pericolo. Essere in due dava inoltre maggiore peso alla propria testimonianza (cf. Dt 19,15). Anche negli Atti degli Apostoli Luca ricorderà spesso che i predicatori andavano a due a due.

 Diceva loro: "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!

L’immagine del campo pronto per la mietitura era legato alle profezie apocalittiche (cf. Gl 4,13 e Is 27,12). Le messi mature indicano le nazioni che si dovranno sottoporre al giudizio di Dio. Egli manda i suoi angeli per raccogliere Israele o i popoli come frutto maturo. In Luca questa interpretazione si allarga: le messi sono le nazioni a cui portare il Vangelo: esse sono innumerevoli mentre gli evangelizzatori non sono mai sufficienti. Invitando a pregare Gesù porta i suoi interlocutori dalla parte di Dio. Non basta darsi da fare per annunciare il Vangelo, bisogna anche chiedere che Dio “mandi rinforzi”. Annunciare la salvezza è un compito di tutti.

 Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi;

Il Signore manda esplicitamente: Andate! Però ricorda subito ai suoi inviati che la loro strada sarà piena di pericoli. I lupi sono le nazioni pagane, sicuramente ostili, se non violente nei confronti della novità del Vangelo. Davanti a loro però i missionari saranno indifesi come agnelli. Questo è un appello alla non violenza ma anche uno stile di evangelizzazione. La parola di Dio non ha bisogno di essere imposta con la forza, in se stessa ha la capacità di persuadere chi si mette in ascolto senza preconcetti. Nei due termini agnello-lupo si possono leggere in filigrana anche le persecuzioni dei cristiani e il sacrificio di Gesù vero agnello della vera Pasqua.

 non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

Vi sono poi le indicazioni che i discepoli devono seguire. Esse sono del tutto simili a quelle che Gesù aveva già dato agli apostoli in Lc 9,1-6. Non devono portare la borsa, cioè nessun soldo, né la sacca, cioè le provviste per il viaggio. Ciò significa che essi devono affidarsi alla generosità di quanti incontreranno, qualsiasi genere di persone possano essere. Tra i divieti vi è anche quello di portare i sandali, quindi non potranno nemmeno difendersi dai ciottoli della strada e dalle asperità del terreno. Questo servirà come testimonianza del loro servizio umile e disinteressato alla Parola di Dio. Il divieto di salutare lungo la strada è un po’ strano e ha ricevuto diverse interpretazioni. Una può essere la ripresa di una raccomandazione fatta dal profeta Eliseo al suo servo, mandato a risuscitare un fanciullo (2Re 4,29). Un’altra spiegazione è quella di non sprecare il tempo nei saluti orientali, cerimonia piuttosto ricca e prolungata. Oppure è il divieto di andare a visitare i parenti che abitavano lungo l’itinerario. Comunque sia, in Luca sembra che la raccomandazione riguardi il non farsi distrarre dall’impegno missionario.

 In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". 6Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.

Un’altra motivazione del non salutare per strada sarebbe quella di non far perdere di forza a questo saluto di pace che i discepoli dovevano portare a quanti li avrebbero accolti in casa. La pace è un dono importante nel Vangelo di Luca, è la pienezza di vita che solo il Signore sa donare. Già Is 52,7 e Na 2,1 la vedevano come l’inizio del tempo della salvezza. Anche la casa in Luca acquista valore simbolico. E’ nella casa che Gesù risorto si manifesta ai suoi discepoli. Nella casa vi è l’intimità giusta e la capacità di accoglienza del messaggio che il missionario è venuto a portare. La casa dunque è il luogo per eccellenza in cui si può incontrare Gesù. Però bisogna aprire la porta! Il figlio della pace è un uomo pacifico, che sa accogliere la pace. Se c’è qualcuno nella casa che ha queste caratteristiche, allora la pace “riposerà” su di lui, altrimenti tornerà indietro.

 Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra.

L’esortazione ad accettare di buon grado quanto viene offerto serviva soprattutto a non fare questioni sulla purezza o meno degli alimenti, problema molto sentito dagli ebrei. Gesù esorta i suoi discepoli ad entrare in comunione con tutti senza fare distinzioni. Questo accettare il cibo fa parte della situazione di indigenza che il Signore raccomanda ai suoi per favorire la loro accoglienza e la condivisione con i loro ascoltatori. Il “diritto alla ricompensa” è un elemento che è entrato in un secondo momento e riflette le esigenze dei predicatori del Vangelo del primo secolo. Ne è portavoce autorevole Paolo (es. 1Cor 9,14). Infine il passare di casa in casa, ovviamente in cerca di condizioni di vitto e alloggio migliori, sarebbe stata una testimonianza controproducente.

 Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, 9guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio".

Dalla casa si passa alla città. Ancora l’invito a mangiare quello che sarà offerto indica che le città potranno essere anche città pagane e che quindi non si attenevano alle regole alimentari degli ebrei. Il fatto che si parli subito di cibo può essere un indizio che questo fosse uno dei problemi più grossi per i predicatori del Vangelo dei primi tempi. Inoltre faceva parte della predicazione anche l’essere un “buon ospite”. Accanto all’annuncio del Vangelo c’è anche la cura degli ammalati. C’è un collegamento diretto tra la predicazione e la guarigione delle malattie. Al termine del versetto 9 si dice finalmente cosa debbano annunciare i discepoli: la prossimità del Regno di Dio. Il Regno è vicino perché il Signore è vicino e i 72 sono stati mandati prima di lui per annunciarne l’arrivo. La loro capacità di guarire i malati è un segno della potenza di Dio che è ormai vicina in Gesù Cristo. 

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