Vangelo di oggi

28 settembre - Lc 9,46-50

46 Nacque poi una discussione tra loro, chi di loro fosse più grande. 47 Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino 48 e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».  49 Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». 50 Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

 46 Nacque poi una discussione tra loro, chi di loro fosse più grande.

Il contrasto tra la conoscenza di Gesù sul suo destino e l’incomprensione dei discepoli si manifesta ora sul piano del comportamento concreto: i discepoli cercano l’autoaffermazione, Gesù propone l’accoglienza del vero grande: il “piccolo”. Il senso della discussione (dialogismos) è ambiguo, può significare sia discussione, sia riflessione. Di fatto al v. seguente si dirà che Gesù conosceva il pensiero del loro cuore. I discepoli si preoccupano della loro grandezza e prestigio all’interno della comunità invece di accogliere le parole che Gesù aveva detto loro sulla sua passione e morte.

 47 Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino

Gesù risponde ai pensieri dei loro discepoli con un gesto simbolico: pone un bambino accanto a sé, nel posto d’onore. È un gesto di accoglienza che ora il Signore chiarisce con la parola.

 48 e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».

Gesù accompagna il suo gesto con due affermazioni. La prima si pone nel contesto missionario. Ricorda una regola rabbinica: “L’inviato di un uomo è come l’uomo stesso”. La vera dignità del bambino sta nel fatto che Cristo e il Padre si sono identificati con lui. Nello stesso tempo la sentenza ricorda la ricompensa per chi accoglie il bambino: la comunione con Cristo e con il Padre. Con la seconda sentenza i credenti vengono esortati a riconoscere che nella comunità i piccoli sono i veri grandi e ad agire di conseguenza. Leggiamo qui in filigrana una delle preoccupazioni di Luca: la sollecitudine verso quanti nella comunità sono più piccoli e deboli, nella logica del rovesciamento dei valori cantata già nel Magnificat.

 49 Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi».

Il discorso passa bruscamente a un’altra situazione. I discepoli si sforzavano di impedire a un estraneo di compiere esorcismi nel nome di Gesù. Egli non ne era autorizzato perché non seguiva Gesù insieme a loro. Questo era un problema della prima comunità cristiana. Come si poteva guarire in nome di Gesù al di fuori della comunità dei credenti?

 50 Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

La risposta di Gesù si oppone fermamente all’intenzione discriminatoria dei discepoli. Non impedite! Egli la motiva con un proverbio: chi non è contro di voi è per voi. Luca vuole estendere la mentalità dell’accoglienza richiesta nei rapporti tra credenti anche allo straniero, a quelli che pur non cristiani agiscono come persone che sono vicine al Regno.

Joomla templates by a4joomla
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca su " Leggi l'informativa ".
Chiudendo, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.